Un Turco Napoletano
I Sognattori
Un Turco Napoletano — regia Franco Pinelli
Commedia in due attiI Sognattori · Baiano (AV)

La Storia

Sinossi

Nel negozio di Pasquale Catone, uomo divorato dalla gelosia, si sta per celebrare un matrimonio "combinato": la giovane Lisetta deve sposare il temutissimo Carluccio. Per non lasciare mai sole moglie e figlia, Pasquale si fa raccomandare un giovane "di fiducia" da mettere in negozio: Felice Sciosciammocca.

Ma l'amico Don Errico, per vendicarsi di uno scherzo, fa alterare la lettera di presentazione e mette in giro la voce più rassicurante (e assurda): Felice sarebbe stato guardiano di un harem… e soprattutto "del tutto inoffensivo per le signore", privo di qualunque inclinazione galante.

La diceria si diffonde e, nel vortice delle nozze, anche Ignazio lo utilizza per intrattenere la propria moglie, mentre Peppino pretende perfino di affidargli la parte da soprano. Tra equivoci, gelosie e situazioni paradossali, accade l'impensabile: Lisetta si invaghisce di Felice e rifiuta Carluccio.

Quando l'inganno viene smascherato, tutto si capovolge in una girandola di colpi di scena… fino al finale, sorprendente e comico, in cui Felice resta, viene assunto da Pasquale e finisce per sposare Lisetta.

Compagnia

Personaggi e Interpreti

PeppinoFranco Abete
GennarinoCarmine Lippiello
GiuliettaMariella Del Basso
LisettaMiriam Barbarisi
PasqualeGiuseppe Monteforte
IgnazioNunzio Domizio
CarluccioAntonio Melissa
AngelicaMaria Grazia Napolitano
FeliceFelice D'Anna
ErricoCarlo Acierno
ConcettellaLisa Miele
ClementinaGiovanna Adriano
MarianninaAurora Lippiello
SuonatoriEmanuele Candela e Milena Cantalupo

Regia · Franco Pinelli

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Spettacolo completo

Dal Regista

Note di Regia

Questa commedia gioca con un'idea semplice e universale: l'apparenza inganna. Basta una voce, una diceria ben confezionata, e una persona diventa altro da sé: non per ciò che è davvero, ma per ciò che gli altri decidono di credere. È così che nasce il meccanismo comico dello spettacolo: un'etichetta appiccicata addosso a Felice Sciosciammocca lo trasforma, agli occhi di tutti, nell'uomo perfetto per ogni situazione… proprio perché ritenuto "innocuo".

Da quel momento la realtà viene riscritta dai pettegolezzi: i sospetti si moltiplicano, le certezze crollano, i ruoli si confondono. E mentre i personaggi inseguono un'immagine rassicurante, perdono di vista la sostanza: la verità delle persone non sta nelle definizioni, ma nei comportamenti, nei desideri, nelle scelte.

Abbiamo puntato su un tono brillante e leggero, costruendo la comicità su equivoci, tempi comici, sguardi e reazioni, dove il non detto è spesso più potente delle parole. Il ritmo serrato e il gioco corale accompagnano lo spettatore in una girandola di malintesi, fino a ricordarci – ridendo – quanto sia fragile la nostra fiducia nelle "versioni ufficiali".

“In scena come nella vita, a volte basta una frase messa in giro… per cambiare il destino di tutti.”

Franco Pinelli — Regia
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